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*** The Brugnols ***
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domenica, novembre 01, 2009
Dinanzi ad una crisi, si può reagire in due modi: o con il piagnisteo, oppure cercando nuove idee e soluzioni. Milano purtroppo non riesce a perseguire la seconda strada, persa in deserto di pensiero ed azione. Penso alla sua difficoltà a ridefinirsi come spazio urbano. L'utilizzo passatista delle Archistar non è una soluzione, ma un sintomo del male. Perchè queste, omologando, indifferenti al contesto, rappresentano la misura dell'insicurezza: rendersi come gli altri, invece che affermare la propria identità. Confondersi nella massa, invece che cercare una specifica via verso il futuro. O la questione Expo, con l'incapacità meneghina di proporre simboli forti ed immaginifici. E che meschina figura si fa con le capanne di frasche ed ecocompatibili nei confronti di una Roma che ha l'ambizione di realizzare l'arco di Libera. O in piccolo quanto sta accadendo per le celebrazioni della caduta del Muro di Berlino. O la replica dell'installazione che fece Marco Fioramanti dinanzi al Muro Invece Milano continua ad affogare nel suo torpore martedì, settembre 08, 2009
Le polemiche sulla proposta di Alemanno di cambiare il nome di Piazza Venezia in Piazza Unità d'Italia sono semplicemente inutili. La piazza potrà chiamarsi in qualsiasi modo, ma i romani continueranno a chiamarla con il vecchio nome... Ancora non si son convinti che Piazza Esedra si debba chiamare Piazza della Repubblica !! lunedì, settembre 07, 2009
Palazzo Valentini, sede della Provincia, è tra i palazzi meno conosciuti dai romani. Eppure, è una miniera di tesori e scoperte. L'ultima è relativa agli affreschi di fine Cinquecento, eseguiti per la famiglia Bonelli, probabilmente su diktat di Sisto V, visto che lo stemma araldico della sua famiglia fan spesso capolino. Affreschi, forse di Cesare Nebbia, con dei brani di paesaggio che rappresentano lo stesso Palazzo Valentini ed il Foro Romano, con le casupole dell'epoca, compresa la dimora di Michelangelo
La Roma del Seicento, traboccante di contraddizioni, splendori e violenza, era il paradiso dei pittori. Non solo perchè vi era tutto il ben di Dio del Cinquecento, con la possibilità di ammirare le opere di Raffaello e Michelangelo. O perchè le commesse di papi e ordini religiosi assicuravano pane per tutti. O perchè i conservatori capitolini eran piuttosto laschi sui regolamenti, tanto da permettere a chiunque sapesse lontanamente tenere il pennello in mano di autoproclamarsi pittore, situazione che costrinse Pietro da Cortona, dinanzi a tale caos, a farsi promotore dell'Accademia di San Luca. Il vero motore della pittura romana dell'epoca era un immenso ed ingordo mercato privato. Ogni abitante dell'Urbe, dal barrocciaio di Trastevere al principe, riteneva suo dovere avere una pur minima collezione di quadri in casa. Piazza Pasquino era il più grande e fornito mercato d'arte del mondo. A questa colossale richiesta, doveva corrispondere una produzione di massa, spesso di scarsa qualità che danneggiava i veri talenti. Guido Reni penso spesso ad abbandonare la pittura per trasformarsi in quello che oggi si chiamerebbe curatore e gallerista. Annibale Carracci eternamente sull'orlo del fallimento. Lorrain integrava le sue finanze facendo il cuoco. E paradossalmente, quelli che la leggenda romantica ha definito artisti maledetti, Caravaggio, Tassi e Brandi, invece guadagnavano in quella bolgia cifre astronomiche
Un complesso costituito dal palazzo, dalla villa residenziale e dai giardini, abbandonato nel degrado da anni, proprietà dell'Istituto Santa Maria in Aquiro che più volte tentò in passato di mollarlo a qualche acquirente, spesso poco rispettoso della sua bellezza. Nel 2007, il Campidoglio , esercitando il diritto di prelazione, firmò un'intesa con i proprietari, per un affitto a lungo termine. L'obiettivo era di trasformare il tutto o nel museo dei Fori o renderlo una sede dignitosa per la collezione Torlonia. E di fatto, qualche cosa è stata fatta. Ricerche, stesura di documentazioni. Ma tutto è stato interrotto sia dal disinteresse dell Giunta Alemanno, sia perchè l'istituto Santa Maria in Acquiro è stato commissariato. Risultato, Palazzo Rivaldi crolla tra i rifiuti giovedì, agosto 27, 2009
Chi va a far il bagno nella spiaggia di Castel Fusano, ignora di trovarsi accanto al Vicus Agostanus, in cui son presenti i resti di una villa tradizionalmente attribuita a Plinio il Vecchio. Un quadriportico. Un'abside poligonale. Alcune stanze decorate con marmi rossi e gialli.Ed uno splendido mosaico che raffigura il Trionfo di Nettuno.
Sono tre le cose fan sdegnare nella vicenda dell'aggressione del Gay Village: 1) Le contraddizioni della Giustizia Italia. E' possibile che la procura di Roma in settantadue ore cambi idea sul teppista, da "non socialmente pericoloso" a "sussiste la possibilità ed il concreto pericolo che l'indagato possa commettere reati della medesima specie") Ora, se non vi fosse stata la dura presa di posizione di Alemanno e la mobilitazione che ne è seguita, la Procura di Roma avrebbe cambiato idea ? Oppure come sospetto, si sarebbe comportata come Ponzio Pilato, perchè, per dirla alla Giamaica, de du' froci nun frega niente a nisuno ? 2) Come possibile che il teppista si vanti del fatto che " non possono farmi niente, già so che il giorno dopo sto già fuori, perchè è stato accertato che so matto, ho pure il certificato" ? Dove è finita la certezza della pena ed il suo valore di deterrenza. 3) Perchè il PD tace ? Il fatto che il fascista Alemanno abbia puntato i piedi ha reso i due gay vittime di serie z ? domenica, agosto 23, 2009
Sui fatti di Roma. Indipendentemente dall'intolleranza, ma è cosa da paese civile che uno che pesti a sangue due persone e sia denunciato per tentato omicidio stia a piede libero ? sabato, agosto 22, 2009
Un altro dei luoghi magici di Roma è il Colosseo. Cosa ovvia, dato il sangue versato dai gladiatori e dalle belve. Nell'arena dell'Anfiteatro Flavio vi erano due ingressi monumentali con arcate sull'asse maggiore: la Triumphalis, da cui entravano i protagonisti dei giochi (la pompa) ed uscivano i gladiatori vincenti, per poi andarsi a lavare nella Meta Sudans, e la Libitinensis, consacrata a Libitina, la dea del passaggio nell'Oltretomba, per cui venivano trascinati, da tre schivi vestiti da Carone, i morti e moribondi, per essere trascinati nello spogliarum, dove si dava loro il colpo di grazie e si toglievano armi e vesti. Un'atmosfera del genere, sin dall'inizio invitava al mistero: a sentire le malelingue dell'epoca, il sangue dei gladiatori era utilizzano per evocazioni e filtri d'amore, visto il legame inconscio nell'Uomo tra Eros e Thanatos. Nel Rinascimento, demolita la fortezze Frangipane, il Colosseo era covo di briganti, problema risolto con le sue solite maniere decise da Sisto V, er papa tosto, e tra le sue rovine si ergevano alberi spettrali. Ovvio che ciò non poteve che fomentare la sua fama misteriosa. Ad esempio il bolognese Armannino Giudice, nel XIV secolo sosteneva che il Colosseo fosse il principale luogo pagano del mondo. Secondo la sua interpretazione «il Colosseo era diventato la sede di alcune sette di maghi ed adoratori del demonio. A chi si avvicinava veniva chiesto: "Colis Eum?" (cioè adori lui?, intendendo il diavolo) a cui bisognava rispondere "Ego Colo"». Oppure, il tentativo del Cellini raccontato in maniera molto romanzata, dell'evocazione di demoni nella sua arena, al fine di far ritornare tra le braccia dell'artista la sua amata ed infedele Angelica venerdì, agosto 21, 2009
Quasi ogni sera, nei vicoli di Trastevere, un fantasma di donna vaga per i vicoli, dal viso coperto da un mantello. Lamentosa, si ferma dinanzi al monastero di Sant'Apollonia, per poi perdersi nel buio Forse Lorenza Serafina Feliciani, la moglie di Cagliostro mentre lui fu rinchiuso nella Rocca di San Leo, nella peggiore cella che si potesse immaginare (il Pozzetto, chiamata perché priva di porta - Balsamo fu calato da una botola del soffitto - di dieci metri quadrati, munita di una finestrella appena più larga di una feritoia, con una triplice serie di sbarre da cui si poteva vedere a stento un fazzoletto di cielo), lei fu rinchiusa proprio nel convento di Sant'Apollonia, da cui scomparve nel nulla |
Chiacchiere svagate di un (ex)consulente perditempo |