
Mesi fa, diversi analisti analizzavano gli impatti geopolitici del crollo del prezzo del petrolio. Di fatto le loro previsioni si stanno avverando:
1) La Russia, senza i flussi di cassa esteri, ha di fatto congelato la sua politica di potenza, rendendosi disponibile ad un compromesso con UE e USA, cosa che ha come effetto collaterale una maggior "centralità" nello scacchiere dell'Italia. Molte delle guerre mediatiche di questi giorni sono anche connesse alla paura delle "vecchie Potenze" europee della possibilità di un'alterazione degli equilibri al loro danno
2) Il diminuito ruolo del Venezuela in Sud America. Indipendente dai retroscena, il golpe in Honduras è la prima battuta d'arresto dell'espansionismo del fascista Chavez
3) Le difficoltà interne del regime iraniano che senza la ridistribuzione dei proventi petroliferi in alto ed in basso ha visto sia lo sfaldamento della classe dirigente, sia quello del blocco sociale di riferimento