*** The Brugnols ***

lunedì, dicembre 01, 2008

BOCCIONI PRE-FUTURISTA. Gli anni di Padova

Tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo che sta per sfumare, Padova, in occasione del centenario del più lungo e fruttuoso soggiorno di Umberto Boccioni a Padova, quello dell’inverno del 1906-07, l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Padova ha organizzato una mostra a sua volta anticipatoria del centenario del Futurismo che cadrà a breve, nel prossimo mese di febbraio, come è noto.

Ci si riferisce a “Boccioni pre-futurista. Gli anni di Padova”, tenuta alla galleria Civica d’Arte Contemporanea. 

La ricerca condotta dalla studiosa padovana Virginia Baradel, ha permesso di ricostruire puntualmente la biografia e gli intrecci di relazioni e di lavoro che Boccioni aveva in città, consentendo in tal modo di ritessere e dare nuova consistenza a quel tratto di vita dell’artista (1900-1907) diviso tra Roma e Padova, prima dell’ultima e definitiva parentesi milanese e futurista.

Boccioni (1882-1916) arrivò a Padova con la famiglia all’età di sette anni e ripartì con il padre, impiegato di Prefettura, per Catania (e poi per Roma) a sedici. La madre Cecilia Forlani e la sorella Amelia rimasero a Padova e in seguito, invece di ricongiungersi al padre com’era nei voti di Umberto, vennero da questi abbandonate poiché a Roma egli si unì alla giovane domestica della sorella che li aveva ospitati, Colomba Procida.

Boccioni tornò a Padova ogni anno a trovare le congiunte che amava profondamente, e nell’autunno del 1906, di ritorno dal suo primo soggiorno a Parigi e dal viaggio in Russia, si fermò sei mesi, dipinse soprattutto ritratti e iniziò il suo fondamentale diario, detto appunto "padovano".

Lo scenario della città veneta dei primi anni del secolo era piuttosto vivace anche in campo artistico e pur non annoverando nomi capitali, poteva vantare le geniali istantanee di Ugo Valeri, le prime prove di uno studente di Giurisprudenza di nome Felice Casorati e gli esordi di un suo più giovane collega, Mario Cavaglieri.

La mostra ricostruiva il contesto cittadino nel quale acquistavano  plastica evidenza, sia narrativa che espositiva, quei soggetti che hanno attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire dalle presenze fondamentali della madre, della sorella, dell’amata Ines e della cugina pittrice ferrarese Adriana Bisi Fabbri, ritratta da Umberto in un celebre olio, che visse con la madre e la sorella dell’artista dal 1900 al 1905.
A queste quattro donne si uniscono, sullo sfondo, le due signore milanesi Baer e Ruberl (destinate a diventare madre e moglie di amici e collezionisti di Boccioni) con cui Boccioni manterrà sempre rapporti affettuosi sino alla fine. In questa ricostruzione Padova appariva veramente “città materna”, votata agli affetti e alle presenze femminili.

Oltre ai quadri che l’artista dipinse a Padova, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, c’era in mostra un’accurata selezione di tempere commerciali di gusto liberty che Boccioni aveva dipinto tra il 1903 e il 1906, oltre a numerosi disegni di formazione e un ricco materiale documentario costituito da fotografie, oggetti, lettere, documenti. I tre artisti attivi a Padova in quegli stessi anni, i succitati Ugo Valeri, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, erano presenti con loro opere in mostra. Il catalogo era edito da Skira.

Tra gli altri vi figura un pezzo sinora inedito pubblicato da Boccioni sul quotidiano cittadino “La Libertà. Giornale della democrazia” che esalta la “Sala del Sogno” alla Biennale del 1907 e si colloca in questo contesto,  configurandosi come il primo articolo di critica d’arte scritto e pubblicato da Boccioni: in esso l’artista esprime le sue idee sull’arte anticipando, nei toni e nei contenuti, lo spirito futurista.

L’evento padovano è stato dunque idealmente – come si diceva in incipit -  l’avvio alle grandi manifestazioni futuriste ormai imminenti ed un punto di riferimento imprescindibile per la ricostruzione della vita del giovane genio artistico ‘caro agli dei’ appartenuto all’unica e più importante avanguardia storica italiana.

Maria Cristina NASCOSI

postato da alessiobrugnoli alle 12:12 | link | commenti (1)
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