*** The Brugnols ***

martedì, ottobre 07, 2008

Do visibilità ad uno degli interventi su una delle possibili uscite dalla crisi del post-moderno di Umberto

L'unica strada è la seguente: non si deve più fare "arte".
Sia perchè non si è più in grado di farla, sia perchè oggi non si ha più l'intuizione di cosa essa sia.
Credo che il fatto artistico non debba più stare nell' "opera d'arte", ma nell'esistenza in sè, nella esistenza personale, tutto il resto è solo vana pretesa di rospi che voglion farsi buoi.

A mio parere l'arte ha sempre avuto una funzione "celebrativa", di rappresentazione; dall'epoca dell'uomo delle caverne al mondo greco, passando per il mondo cristiano per esempio rappresentava tutta l'idelogia cristiana (con il relativo repertorio iconografico), rappresentava la nuova concezione dell'uomo nel rinascimento, e via dicendo, ma dal settecento/ottocento in poi la società si è evoluta in una direzione di autonomia dall'arte. Non ha più bisogno di essa per rappresentarsi, ci sono i media che svolgono il compito egregiamente.
Tant'è che si cerca spesso di artisticizzare il media (come si fa con il cinema per esempio), ed in questo sta non tanto una vittoria quanto un clamoroso fallimento del mondo dell'arte.
E' in tal senso che secondo me la critica classica sull' "inutilità" dell'arte è fondata: non tanto perchè non ha più un fine pratico (Dio ce ne scampi!) quanto piuttosto perchè non rappresenta più il sistema di valori in cui l' "artista" si trova a vivere, o meglio, il sistema di valori che s'è formato non ha più bisogno dell'arte per sostentarsi.
C'han provato i futuristi a inserire il treno, il movimento e altre cose simili nel tentativo di rappresentare la nuova realtà, ma è chiaro che si trattava di un tentativo destinato a fallire poichè se avessero spinto fino in fondo l'ideale futurista avrebbero dovuto concludere l'esperienza con il silenzio più totale. E anzi, forse proprio in tal senso è stata una parabola compiuta, e sensata e quindi non un fallimento ma l'inevitabile esito di un'esperienza di presa di coscienza.
Non erano forse loro che affermavano di voler bruciare i musei, con tutto quel vecchiume??
Spiriti illuminati!
Avevano capito il problema molto prima di tutti questi oziosi che al giorno d'oggi si interrogano vacuamente sul perchè dell'arte; questo perchè erano spiriti umili, non nani boriosi come molta cricca intellettualoide di oggi, impiegati dell'arte, che non hanno il coraggio di fare i conti con la loro realtà media e non si tirano mai indietro dal vizietto di lasciare qualche segno "artistico" della loro presenza nel mondo: niente più che vanità, brutale vanità infantile di ipocriti spiriti narcisi.
Chiaro il concetto no?: so che non dovrei, ma lo faccio lo stesso. Un po' come il vizio del fumo di Zeno: ecco cos'è il mondo degli artisti oggi, un mondo di nevrotici senza il coraggio.

Così l' "arte" è diventata solo oggetto di consumo, puttana per coglioni boriosi o falliti in cerca di riscatto, tutta gente superba a dismisura, egoista e individualista come quel mondo che talvolta ha addirittura la pretesa di criticare proprio con l' "arte".

Una piccola nota a margine. Il nichilismo è una fuga dal Reale tanto quanto il Post Moderno, con l'aggravante di esser ancora più sterile

postato da alessiobrugnoli alle 18:24 | link | commenti (2)
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