*** The Brugnols ***

mercoledì, ottobre 03, 2007

Dunque, da una sua battuta, è nato un interessante dibattito sulla Pittura. Ora, dato che tra commenti e battute si rischiava di perdersi, cerco di sintetizzare la mia posizione.

Il mio assioma è semplice. La Pittura non è un'idea platonica, persa nell'Iperuranio, ma un soggetto storico. E questa la porta a confrontarsi con il suo pubblico e la sua committenza soggetti al Divenire.

Sino all'Ottocento, si rivolgeva a due tipologie di pubblico. Uno dotto e quindi la Pittura si prendeva il compito di dar forma a simboli, decrittabili soltanto da chi possedeva il giusto sapere. L'altro, analfabeta: e qui si doveva far carico del rapprentare le Verità del potere in un modo chiaro, evidente e condiviso.

Ciò non significa realismo. La Pittura che noi consideriamo "giusta", quella della prospettiva rinascimentale, è tanto artificiosa, perchè lontana dalla visione dell'occhio, quanto quella di qualsiasi avanguardia.

Nell'Ottocento avviene la rottura. Da una parte, il pubblico "analfabeta" migra verso la fruizione di nuovi media. Dall'altra non esiste più la Verità. Questa si frantuma in tante verità individuali e soggettive.

Queste possono esser comunicate ? Oppure il pittore deve esser condannato al suo solipsismo ? Oppure la pittura cambia definitivamente di ruolo, trasformandosi da strumento di rappresentazione, a strumento di riflessione ?

postato da alessiobrugnoli alle 12:12 | link | commenti (8)
riflessioni, arte, neofuturismo





Chiacchiere svagate di un (ex)consulente perditempo